PASQUA DI SPERANZA

PASQUA DI SPERANZA

Risurrezione - Piero della Francesca

Risurrezione – Piero della Francesca (1463-65) – Sansepolcro, Museo Civico

Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto:

«Il Signore ti dia pace»

(San Francesco d’Assisi, Testamento – FF 121)

Mentre l’Europa e il mondo assistono attoniti alla guerra, ennesima “inutile strage” che semina morte, distruzioni e gravi sofferenze tra la popolazione in Ucraina, facciamo nostre le parole augurali di San Francesco, uomo di pace e di fraternità, che aveva affascinato con il suo esempio il nostro Venerabile Padre Placido Cortese, suscitando in lui la vocazione alla vita francescana.

Di fronte agli orrori della guerra civile spagnola e al profilarsi di altre tragedie, Padre Placido così scrisse nell’ottobre 1937:

“In questi giorni paurosi, quando tutti i popoli vivono nell’incertezza e vedono prendere piede ideologie capovolgitrici dell’ordine e della morale, noi sentiamo il bisogno di invocare il ritorno di santo Francesco tra le folle che egli conobbe e amò. Venga santo Francesco e ripeta gli accenti appassionati del suo cantico ai fratelli in guerra, e canti ancora: Beati quelli che perdonano per lo tuo amore. Quando esula da questa terra l’amore di Dio, è l’odio che impera: l’odio che distrugge, l’odio che calpesta ogni legge, la più sacra. Preghiamo san Francesco che ritorni con lui a regnare in questo mondo l’amore”.

(Messaggero di S. Antonio, ottobre 1937)

Buona Pasqua, nella luce e nella speranza di Cristo Risorto!

S. Francesco d’Assisi – Cimabue

S. Francesco d’Assisi – Cimabue (1285-88) – Assisi, Basilica inferiore

SARÀ COLTIVATA LA MEMORIA DEL CAMPO DI CHIESANUOVA E DELLA CARITÀ DI PADRE PLACIDO CORTESE

L’esemplare sinergia di intenti che ha animato alcune realtà e istituzioni, sociali ed ecclesiali, ha contribuito a produrre una rara unanimità a livello di decisioni politico-amministrative, che consegnerà alle generazioni future la memoria delle sofferenze patite da un gran numero di Internati sloveni, soprattutto, e croati nell’ex Campo di concentramento di Chiesanuova, alla periferia di Padova, uno dei cosiddetti “campi del duce”, realizzati negli anni 1942-1943 durante la seconda guerra mondiale, a seguito dell’occupazione del regno di Jugoslavia da parte del Regio Esercito Italiano nel 1941. Nel dopoguerra il sito divenne la caserma “Mario Romagnoli”:

caserma “Mario Romagnoli”.

A Chiesanuova, ma non solo, rifulse la carità del nostro Venerabile Padre Placido Cortese, che accolse l’invito di tre studentesse di medicina slovene all’Università di Padova ad interessarsi degli Internati,  che in migliaia furono trattenuti nel campo fino all’8 settembre 1943, quando, con la successiva occupazione tedesca, queste strutture furono diversamente utilizzate.

24 aprile 1943 – Sabato Santo

24 aprile 1943 – Sabato Santo nel Campo di Chiesanuova
Processione pasquale – Padre Placido Cortese è sotto il baldacchino

Campo di Chiesanuova – Gruppi di internati con il Cappellano

Campo di Chiesanuova – Gruppi di internati con il Cappellano – Fotografie scattate da Padre Placido Cortese

Padre Placido Cortese e Majda Mazovec

Padre Placido Cortese e Majda Mazovec – Studentessa di Medicina all’Università di Padova (assieme a Marija Slapšak e Marija Ujčić convinse Padre Placido ad interessarsi degli Internati)

La caserma Romagnoli fu chiusa all’inizio del 2009, con l’abbandono di fatto delle strutture. Ora, con la dismissione dell’area da parte del Demanio, la vasta superficie (circa 150.000 mq) sarà valorizzata a beneficio del quartiere, e si potranno realizzare opere urbanistiche e abitative che daranno un nuovo respiro a tutta la zona. Il Comune di Padova, che da tempo è in contatto con l’agenzia incaricata della dismissione, vede finalmente profilarsi la concreta possibilità di realizzare importanti progetti.

7 marzo 2009 – Chiesanuova, Caserma Romagnoli

7 marzo 2009 – Chiesanuova, Caserma Romagnoli
Cerimonia di inaugurazione del Cippo in memoria di Padre Placido Cortese

7 marzo 2009 – Il Cippo in memoria di Padre Placido,

7 marzo 2009 – Il Cippo in memoria di Padre Placido,
collocato appena fuori il recinto della caserma Romagnoli di Chiesanuova,
poi trasferito accanto alla Chiesa parrocchiale

In vista dell’auspicata disponibilità dell’area, l’Associazione di Promozione Sociale “Viaggiare i Balcani” (promotrice dell’iniziativa), i Frati del Santo (Provincia Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, Rettorato della Basilica del Santo, Direzione del Messaggero di S. Antonio, Vicepostulazione della causa di canonizzazione di Padre Placido Cortese), la Consulta di Quartiere 6A, il Comitato Cittadini “Itinerario della Memoria Padova Ovest”, le Parrocchie di Chiesanuova e Cave, a seguito di alcuni incontri hanno sottoscritto un dettagliato documento da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale di Padova e agli organi dell’Amministrazione della città, affinché in occasione della riqualificazione dell’area dell’ex caserma Romagnoli “si conservi una traccia tangibile di memoria dell’ex Campo di concentramento e della testimonianza di servizio di Padre Placido Cortese a favore degli Internati”.

Riprendiamo dal documento sottoscritto la parte riguardante l’obiettivo:

È possibile passare da uno stadio di “memoria sepolta e smarrita” ad almeno uno di “memoria ritrovata”, paradossalmente grazie alla futura destinazione d’uso dell’area: ossia quella commerciale, direzionale e residenziale prevista da Invimit (Investimenti Immobiliari Italiani), società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha la finalità di allocare beni immobili che lo Stato italiano intende dismettere e che ha attualmente in gestione l’area dell’ex Caserma Romagnoli. Questa superficie di 150.485 m2 verrà quindi presumibilmente rivoluzionata, con l’eliminazione delle attuali strutture del Campo-Caserma, il ridisegno totale degli spazi e la realizzazione di nuovi edifici per le finalità sopra indicate. Questo comporterà l’insediamento di attività economiche appartenenti al settore dei servizi e la presenza di un consistente numero di persone, sia per la fruizione dei servizi stessi sia per occupare le nuove unità abitative. La prima reazione a questa prospettiva è quella di temere una totale e definitiva cancellazione del luogo e della sua esile memoria; ma proprio da questo progetto può invece partire un’azione che accenda i fari sul passato. La rivitalizzazione e quindi la frequentazione di questo spazio abbandonato da anni (l’Esercito ha lasciato la struttura nel 2009) può infatti diventare un fattore di produzione di memoria, che possiamo ritenere “dovuta” perché parte della storia padovana e italiana del ‘900 e perché collegata alle responsabilità del nostro Paese nel più ampio quadro storico della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di esprimere rispetto a vittime civili la cui vicenda è caduta nell’oblio e di assumere il peso delle azioni compiute. Affinché si assista alla produzione e alla diffusione di questa memoria tra le generazioni mature e quelle più giovani e affinché si concretizzi quel gesto di rispetto sopra evocato, è anzitutto necessario che rimanga sul terreno un segno fisico, tangibile, di ciò che è accaduto. La domanda è quindi quella di conservare una pur minima porzione della struttura esistente, monumentalizzandola. Richiediamo, così, di conservare una “casermetta” cui attribuire un nome che richiami gli eventi passati, che porti sulla parete frontale esterna una targa a memoria dei fatti e che preveda al suo interno uno spazio riservato a foto e documenti dell’epoca. A nostro giudizio, la “casermetta” dovrà ospitare servizi sociali e/o attività culturali a beneficio della popolazione del quartiere e dell’intera cittadinanza. In questo modo il passato storico travalica il puro aspetto memoriale ed ispira la crescita e la qualità di vita presenti e futuri del singolo e della comunità. D’altro canto, la consapevolezza ed il ricordo dei fatti passati saranno tanto maggiori e tanto più rafforzati quanto più lo spazio dedicato alla memoria sarà frequentato, vissuto e sentito come proprio dai cittadini. In subordine e possibilmente in aggiunta a quanto indicato sopra, richiediamo che venga conservata una porzione originale del muro di cinta del Campo sul fronte strada, su cui collocare la targa sopra menzionata. Proponiamo, infine, di riservare all’interno del nuovo complesso, uno spazio verde pubblico da intitolare agli internati. Invitiamo pertanto il Consiglio comunale della Città di Padova e gli organi dell’Amministrazione – in primis la Giunta – ad adottare un provvedimento che miri alla salvaguardia e alla promozione della memoria del Campo di Chiesanuova, vincolando chi trasformerà l’area a preservare e memorializzare una sua porzione nei termini sopra indicati. Certi che risponderete con sensibilità alla richiesta qui formulata, attendiamo un riscontro e rimaniamo a completa disposizione per ogni riflessione comune.

Il documento, firmato da tutte le parti in data 19 gennaio 2022, è stato quindi preso in consegna dal consigliere Gianni Berno e dall’assessore Cristina Piva, per il suo deposito presso gli uffici del Comune di Padova, a corredo della richiesta di esame ed approvazione di una specifica Mozione da parte del Consiglio comunale, redatta nel seguente testo:

Mozione: Segni tangibili di memoria nell’area dell’ex “Caserma Mario Romagnoli” a Chiesanuova
Preso atto:
• Del documento allegato denominato “Il Campo di concentramento di Chiesanuova, ex Caserma Mario Romagnoli” realizzato e sottoscritto da varie e significative realtà civili e religiose del territorio e della città.
Tenuto conto che:
• Il Comune di Padova è impegnato a rigenerare aree del proprio territorio, tra cui caserme e altre strutture dismesse dal Demanio militare, tra cui l’ex “Caserma Mario Romagnoli” a Chiesanuova;
• L’area dell’ex caserma Romagnoli è stata luogo di prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale (1942‐1943): un vero e proprio Campo di concentramento in cui sono stati deportati e internati migliaia di civili sloveni e croati che hanno sofferto privazioni, patimenti, malattie e in alcuni casi la morte;
• Presso il Campo di concentramento è stato attivo il frate minore conventuale della Basilica del Santo padre Placido Cortese, la cui opera di carità e di servizio sino al martirio è ricordata nel documento allegato e alla cui memoria il Comune di Padova ha posto un cippo nei pressi dell’ex campo;
• Da molti anni a Padova Ovest vengono organizzati iniziative ed eventi per tenere vive pagine di storia cittadina e locale, da ricordare e tramandare alle future generazioni;
• Da anni i cittadini residenti a Padova Ovest sono impegnati, unitamente alla Consulta di Quartiere, a promuovere una progettualità finalizzata a rigenerare l’area dell’ex caserma Romagnoli per migliorare la vivibilità del quartiere e a valorizzare in questo luogo simbolo una struttura o un segno tangibile per coltivare la memoria e ispirare le future generazioni nel segno della pace, giustizia e fratellanza;
• La Consulta di Quartiere 6A riunita a gennaio 2022 ha condiviso la proposta ‐ unitamente agli altri sottoscrittori del documento;
• A dispetto della condizione di oblio, i fatti relativi al Campo di concentramento di Chiesanuova ‐ ed il collegato ruolo svolto da padre Placido Cortese ‐ costituiscono una pagina di grande rilievo della storia della Città di Padova ed hanno pieno titolo per essere inseriti nel più ampio quadro delle vicende e della memoria cittadine, italiane ed europee.
Il Consiglio Comunale chiede
al Sindaco e alla Giunta Comunale di approfondire le proposte elaborate dai sottoscrittori del documento allegato ed in particolare nell’ambito della futura rigenerazione dell’area dell’ex caserma Romagnoli:
‐ Conservare, nell’ambito della progettualità futura nell’area,
• un edificio originale del campo, cui attribuire un nome che richiami gli eventi passati, che porti sulla parete frontale esterna una targa a memoria dei fatti, che preveda al suo interno uno spazio riservato a foto e documenti dell’epoca sul Campo di concentramento e sulla testimonianza di padre Placido Cortese. Detta struttura potrebbe ospitare servizi sociali e/o attività culturali a beneficio della popolazione del quartiere e dell’intera cittadinanza in modo da rimanere una memoria viva in grado di ispirare la cittadinanza ed in particolare i giovani e le future generazioni. Proprio la frequentazione costante della struttura da parte della cittadinanza ed il conseguente svilupparsi di un senso di affezione verso di essa saranno fattori fondamentali di conservazione e promozione della memoria delle vicende passate;
• una porzione originale del muro di cinta del Campo sul fronte strada, su cui collocare una seconda targa a memoria;
‐ Riservare all’interno del nuovo complesso, uno spazio verde pubblico da intitolare agli internati.
(Mozione sottoscritta da tutti i 32 Consiglieri del Comune di Padova e dal Sindaco Sergio Giordani)

Una conferenza stampa per presentare il documento che ha consentito di giungere alla Mozione sottoscritta da tutti i consiglieri comunali, si è svolta il 18 febbraio a Palazzo Moroni, sede del Municipio di Padova, con interventi da parte del Presidente dell’Associazione “Viaggiare i Balcani”, del Vicepostulatore della causa di canonizzazione di Padre Placido Cortese, del Presidente della Consulta di Quartiere 6A e del Parroco di Chiesanuova. Era presente anche il Sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha espresso la più viva soddisfazione per il risultato raggiunto.

18 febbraio 2022 – Padova, Palazzo Moroni

18 febbraio 2022 – Padova, Palazzo Moroni
Conferenza stampa

RASSEGNA STAMPA

RASSEGNA VIDEO: 18 febbraio 2022

Nella seduta del Consiglio comunale di Padova del 21 febbraio 2022, la Mozione è stata approvata all’unanimità (26 voti favorevoli su 26 presenti). Si tratta indubbiamente di un provvedimento di alto valore politico-amministrativo, che avrà importanti risvolti educativi e sociali, salvaguardando la memoria di quanti, negli anni dolorosi della seconda guerra mondiale, hanno patito nell’ex Campo di Chiesanuova. Verrà, inoltre, opportunamente ricordata la figura e l’opera – definita “sovrumana” – di Padre Placido Cortese, che in quel contesto si adoperò eroicamente per alleviare le sofferenze degli Internati.

È da mettere in evidenza che, in questa occasione, è stata raggiunta una unanimità che non era scontata, dal momento che le varie parti politiche difficilmente si trovano d’accordo, anche per decisioni di minor rilievo, al fine di far valere il proprio punto di vista o la propria particolare interpretazione. Senza dubbio possiamo affermare che il nostro Padre Placido è risuscito a metter tutti d’accordo.

Una felice coincidenza si è verificata nel pomeriggio del 12 marzo 2022, pochi giorni dopo l’approvazione della Mozione, con la visita a Chiesanuova di una folta Delegazione proveniente dalla Slovenia, ma anche da Gorizia e Trieste, con la guida di Ivo Jevnikar, tra i maggiori esperti della vicenda storica del Campo di concentramento e dell’opera ivi svolta dal Venerabile Padre Cortese. Era presente anche l’ambasciatore della Slovenia a Roma, Tomaž Kunstelj. In mattinata la Delegazione aveva fatto tappa a Gonars (Udine), dove sorgeva un campo analogo a quello di Chiesanuova, che fu anch’esso oggetto di cure da parte di Padre Placido.

12 marzo 2022 – Visita della Delegazione Slovena a Chiesanuova

12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
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12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova
12 marzo 2022 Delegazione Slovena Chiesanuova

Non è stato permesso l’ingresso nell’ex caserma Romagnoli, chiusa dal 2009, ma il gruppo si è soffermato dapprima nella Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta di Chiesanuova, con la fraterna accoglienza del parroco don Pierpaolo Peron, che ha ricordato l’esperienza del suo predecessore don Ettore Silvestri, chiamato a celebrare la Messa nella festa dell’Assunta, all’interno del Campo. Particolarmente toccanti sono stati i canti eseguiti in chiesa dai visitatori sloveni. Era presente anche don Florindo Bodin, parroco della parrocchia B. V. Maria del Perpetuo Suffragio alle Cave, che ricade nel medesimo quartiere di Padova Ovest. Quindi, attorno al cippo che ricorda la presenza e l’opera di Padre Placido Cortese, vari interventi hanno reso omaggio al nostro Venerabile. A rappresentare l’Amministrazione comunale di Padova erano l’assessore Cristina Piva e il consigliere Gianni Berno.

Emozionanti le cartoline spedite dal campo di Chiesanuova che una signora del gruppo ha mostrato ai presenti:

Cartoline spedite da un internato del Campo di concentramento di Chiesanuova
(Brentelle di Sopra è la zona che comprende Chiesanuova)

La Delegazione Slovena si è quindi portata a Padova, nella Basilica di sant’Antonio. Dopo la sosta alla “Pietra d’inciampo” e il devoto passaggio alla tomba del Santo, i pellegrini hanno sostato davanti al Memoriale, già Confessionale del Venerabile Padre Placido Cortese, presso il quale il Vicepostulatore ha ricordato quanto avveniva in quel luogo, soprattutto durante il drammatico periodo dell’occupazione tedesca, dopo l’8 settembre 1943, fino all’arresto di Padre Placido, l’8 ottobre 1944. La visita si è conclusa al busto collocato nel chiostro della Magnolia, lasciando in tutti un vivo ed emozionante ricordo.

12 marzo 2022 – Padova, Basilica del Santo
La Delegazione Slovena al Memoriale del Venerabile Padre Placido Cortese

12 marzo 2022 – Padova, Basilica del Santo
La Delegazione Slovena al Memoriale del Venerabile Padre Placido Cortese
12 marzo 2022 – Padova, Basilica del Santo
La Delegazione Slovena al Memoriale del Venerabile Padre Placido Cortese
12 marzo 2022 – Padova, Basilica del Santo
La Delegazione Slovena al Memoriale del Venerabile Padre Placido Cortese