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GIORNATA DELLA MEMORIA 2024
Ritroviamo le parole giuste

 

Padova – Piazza del Santo:
La Pietra d’inciampo
dedicata a Padre Placido Cortese

 

Ritorna la «giornata della memoria», ma quest’anno la commemorazione della Shoah, fissata al 27 gennaio, assume un significato particolare, mentre non accenna a spegnersi il drammatico conflitto che dal 7 ottobre insanguina la Terra Santa, dopo gli attacchi di Hamas contro Israele e la dura reazione dello stato israeliano. Facciamo nostra la riflessione offerta in questi giorni da Avvenire, con un articolo firmato da Paolo Ferrario, che presenta un documento «sull’utilizzo corretto dei termini» nelle attuali circostanze, a cura dell’Unione delle Comunità ebraiche in Italia, presieduta da Noemi Di Segni. Il 7 ottobre, «quando il mondo è cambiato», sembra aver dato la stura a forme anche estreme di antisemitismo. Non ci sfugge la situazione drammatica in cui si trova ora la popolazione civile palestinese di Gaza, sconvolta da una guerra che, lungi dal risolvere i problemi, non fa che esasperare le divisioni e le contrapposizioni tra due popoli, chiamati a convivere, nonostante tutto, nello stesso territorio. E in pace!

Ritrovare le parole giuste, secondo il loro preciso significato, disarmare innanzitutto i cuori, coltivare pensieri di pace e di riconciliazione, è il compito urgente che attende tutte le persone di buona volontà nell’attuale grave situazione internazionale. L’esempio di tanti “giusti”, di sante persone come il nostro Venerabile Padre Placido Cortese, sia per tutti un invito all’impegno civile, alla preghiera in quanto credenti, alla vigilanza per contrastare il riemergere di oscure e aberranti ideologie.

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2024

 

“Il Domenicale di San Giusto”, newsletter settimanale della Diocesi di Trieste, nel numero di domenica 28 gennaio 2024, riporta una bella intervista a Ivo Jevnikar, che sintetizza puntualmente quanto sappiamo su “Padre Placido Cortese, il martire della carità e del silenzio”, grazie all’instancabile ricerca che Ivo ha condotto fin “da ragazzino”, come egli testimonia, una “passione” che molto ha contribuito a far conoscere e amare la figura del nostro Venerabile, e che lo colloca giustamente tra i “massimi esperti” di Padre Cortese, come si esprime l’intervistatore. Cogliamo questa occasione per rinnovare all’amico Ivo la nostra gratitudine per la sua instancabile e apprezzata attività, mentre già siamo protesi a ricordare l’ottantesimo del martirio di Padre Placido, il prossimo novembre.

GIORNATA DELLA MEMORIA 2024

GIORNATA DELLA MEMORIA 2024

 

Thiene - Giornata Memoria 2024

Carla Liliana Martini (1926-2017), assieme alle sorelle Teresa, Renata e Lidia, partecipò attivamente, nonostante la giovanissima età (aveva appena 17 anni), alle attività clandestine di soccorso, coordinate a Padova da Padre Placido Cortese, nei confronti dei militari alleati, degli ebrei e di altri perseguitati, dopo l’8 settembre 1943 e fino 14 marzo 1944, quando venne arrestata dalla SS tedesca assieme alla sorella Teresa, per essere incarcerata prima a Venezia e successivamente deportata nel lager di Mauthausen. Ritornò a Padova alla fine della guerra e pubblicò le sue memorie nel 2005. “Catena di salvezza” (EPM, Padova) è una testimonianza preziosa, offerta alla memoria collettiva, “affinché quanto è avvenuto con vergogna dell’umanità tutta non abbia a ripetersi”. Carla Liliana Martini ha testimoniato anche nell’inchiesta diocesana di Trieste, quando è stata introdotta la causa di beatificazione di Padre Placido.

Dopo il matrimonio con Carlo De Muri, Carla Liliana dimorò per qualche tempo a Bassano de Grappa e quindi si stabili a Zanè, paese confinante con Thiene, in provincia di Vicenza. Prossimamente il comune di Zanè dedicherà la nuova Scuola primaria da poco ultimata, a “Carla Liliana Martini”, un meritato riconoscimento!

 

COMMEMORAZIONE DEL VENERABILE PADRE PLACIDO CORTESE
NEL 79° ANNIVERSARIO DEL “MARTIRIO”

 


Ascolta l'omelia dell'Arcivescovo Mons. Giovanni Tonucci

Padre Placido Cortese (1907 – 1944)
«Martire della Carità»
nel 79° anniversario della morte

Domenica 26 Novembre 2023, Solennità di Cristo Re, Santa Messa alle ore 11:00

Presiede S.E. Mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo emerito di Loreto, già Delegato Pontificio per la Basilica del Santo

A seguire preghiera presso il Memoriale di Padre Placido


Nella cornice armoniosa e serena della Basilica di Sant’Antonio, a Padova – dove Padre Placido Cortese profuse le sue migliori energie, a servizio dei pellegrini e devoti del Santo e, in particolare, come direttore del Messaggero di S. Antonio (1937-1943) e poi come punto di riferimento nella “catena di salvezza” che si attivò dopo la drammatica svolta dell’8 settembre 1943 -, si è tenuta la commemorazione annuale del nostro Venerabile. Una celebrazione sentita – in coincidenza con la solennità di N. S. Gesù Cristo Re dell’Universo – presieduta dall’Arcivescovo Mons. Giovanni Tonucci, già Delegato Pontificio della Basilica del Santo dal 2014 al 2017, che nell’omelia ha offerto un ritratto incisivo di Padre Placido, in piena sintonia con il Vangelo della solennità di Cristo Re: la grandiosa pagina del “Giudizio universale” (Mt 25, 31-46), con le “opere di misericordia” che il Venerabile Padre Placido Cortese praticò fino all’estremo dono della sua stessa vita, “martire della carità e del silenzio”.

Nel presbiterio della basilica era collocato un ritratto di Padre Placido, con ornamento floreale.

Tra i concelebranti l’Arcivescovo Mons. Michael Francis Crotty, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e Niger, il Ministro provinciale dei Frati Minori Conventuali, P. Roberto Brandinelli, il Rettore della Basilica del Santo, P. Antonio Ramina, i Frati del Messaggero di S. Antonio e altri sacerdoti. La Cappella musicale antoniana ha accompagnato con maestria tutta la celebrazione.

Al termine della S. Messa, celebranti e fedeli si sono portati davanti al Confessionale-Memoriale di Padre Cortese per un momento di preghiera e per chiedere la glorificazione del Venerabile Placido Cortese.

 

 

Novembre 1944

PADRE PLACIDO, «MARTIRE DEL SILENZIO»

 

Nel mese di novembre si rinnova il ricordo del martirio del nostro Venerabile Padre Placido Cortese, «martire della carità» innanzitutto, di quella “Charitas Christi” che sempre lo animò in vita e lo sostenne fino all’estremo sacrificio; ma anche «martire del silenzio», grazie al quale egli contribuì a proteggere la vita di quanti erano in pericolo in quei drammatici frangenti, quando – dopo l’8 settembre 1943 – sulle nostre regioni oppresse dalla disumanità del nazifascismo sembrava essersi eclissata ogni speranza.

La carità che ardeva nel cuore di Padre Placido era il frutto maturo della sua indomita fede, una fiaccola che nessuna forza avversa riuscì a spegnere. Come anche il suo eroico silenzio, che le più atroci torture non riuscirono a spezzare.

«Martire del silenzio»: lo ha voluto rappresentare così Ruben Ferreira, artista portoghese che vive e opera a Londra. Siamo lieti di accogliere nelle nostre pagine web il suo dipinto, espressivo del carisma dell’autore, che ringraziamo per avere inviato nei mesi scorsi al nostro sito internet questo messaggio, rivolgendosi alla “Causa di Padre Placido”, felice e significativa allusione all’esito che tutti attendiamo, la beatificazione e la canonizzazione del nostro amato Venerabile:

 

Venerabile Padre Placido Cortese “Martire del silenzio” © Ruben Ferreira, Fine Art & Sacred Art, London, 2023 – rubenferreiraart.com

Cara Causa di Padre Placido, la pace sia con te!

Grazie per la tua missione.

Sono un artista portoghese, con sede a Londra. Il mio lavoro è riconosciuto in molte parti del mondo. Tengo conferenze, ritiri, sulla vita dei santi (principalmente i più sconosciuti e di tutto il mondo). Puoi vedere i miei lavori e le mie conferenze sul mio sito web: rubenferreiraart.com

Ho incontrato Padre Placido quando sono stato di recente a Padova. Ho visto il suo confessionale nella Basilica del Santo. Mi è bastato leggere un po’ della sua storia per innamorarmi della sua vita. Ho capito subito che dovevo dipingere Padre Placido in modo da poter raccontare la sua storia al mondo. Condivido con voi il risultato finale. Un dipinto che misura 50x60cm. Come ho fatto con altre santi, vittime del nazismo, ho voluto mostrare il contrasto tra il bene e il male, e nel caso di Padre Placido, anche il coraggio del suo silenzio. Migliaia di persone sono curiose di saperne di più su questi santi così importanti per i nostri tempi.

Ho realizzato molti dipinti e lavorato con molti santi (e per me dipingere un santo è pregare, relazionarsi con lui o lei) ma il dipinto di Padre Placido è diventato uno dei miei preferiti, per l’amore che provo per Padre Placido e per lo strumento che è diventato per parlare di lui a tante persone.

Abbiamo bisogno di più libri di Padre Placido in diverse lingue!

Potete contare su tutto il mio sostegno e il mio lavoro per far conoscere Padre Placido nel mondo.

Spero che il risultato ti piaccia! Grazie per l’attenzione. Dio vi benedica.

In Cristo, per Maria, Ruben Ferreira, Fine Art & Sacred Art, London.

Il messaggio di Ruben Ferreira ci commuove: grazie Ruben! Obrigado!

La sua testimonianza è l’ennesima prova che la figura e l’opera di Padre Placido non lasciano indifferenti, anzi, conquistano!

Il “Messenger of Saint Anthony” di Novembre 2023 gli ha dedicato la copertina e un articolo che volentieri mettiamo a disposizione degli amici di Padre Placido.

 

Di Padre Cortese, «martire del silenzio», ha testimoniato anche chi l’ha conosciuto, come il confratello francescano conventuale Padre Celestin Tomić (1917-2006), biblista croato, che incontrò Padre Cortese a Roma, nel collegio internazionale dell’Ordine Seraphicum, dove Padre Tomić era docente:

 

Era l’anno 1943, al Seraphicum, in via S. Teodoro, era ospite a tavola il P. Placido Cortese, un frate padovano che parla il croato. Lavora nell’assistenza agli internati del lager di Padova [si riferisce al campo di Chiesanuova, ndr]. Alla fine del pranzo ci siamo stretti la mano ed abbiamo scambiato i saluti in croato. Di bassa statura e quasi impercettibilmente zoppicante.

Quando fu rapito, hanno detto che sono giunte due persone che gli hanno chiesto di visitare una persona ammalata. E se ne è persa traccia.

Abbiamo avuto martiri del segreto confessionale. Padre Placido martire del silenzio sacerdotale: non ha voluto tradire i nomi dei suoi collaboratori. Riteneva che ciò che gli si diceva anche fuori della confessione, fosse come se glielo avessero detto in confessione.

[Positio, pp. 362-363].

Di Padre Celestin Tomić OFM Conv. è stata avviata, a Zagabria, la causa di beatificazione e canonizzazione.

Padova, Basilica del Santo:
il Confessionale (ora Memoriale)
di Padre Placido Cortese

 

Lo scrittore Pietro Galletto (Treviso, 1929), nella sua opera “La Resistenza in Italia e nel Veneto” (G. Battagin Editore, S. Zenone degli Ezzelini, III ed., 2000) accenna all’opera di Padre Domenico Artero, missionario della Consolata, “cappellano dei prigionieri inglesi dislocati nei dodici campi di lavoro dipendenti dal comando di Chiesanuova”, e aggiunge:

 

Padova-Terranegra: Tempio dell’Internato Ignoto (1953), realizzato da don Giovanni Fortin

In questo settore altamente umanitario della Resistenza civile, emergono altri due sacerdoti: Padre Placido Cortese, dei francescani conventuali della basilica del Santo di Padova, e il parroco di Terranegra Don Giovanni Fortin [deportato a Dachau, ideatore del Tempio dell’Internato Ignoto, realizzato nel dopoguerra, ndr]. Il francescano, catturato a Padova e torturato a Trieste…, viene dato per disperso dopo il marzo 1945. Secondo una attendibile testimonianza si può ritenere che sia deceduto sotto le torture, martire del silenzio.

[p. 102]

L’opera di Galletto, uscita in prima edizione nel 1996, risente delle ben note lacune sulla sorte di Padre Cortese, prima che emergessero le fondamentali testimonianze che resero possibile l’avvio della causa di beatificazione. Significativo, tuttavia l’appellativo di «martire del silenzio» riconosciuto al nostro Venerabile.

 

Il coraggio del silenzio: Padre Placido ne è stato capace perché nel suo cuore ardeva la “Charitas Christi”, descritta mirabilmente da san Paolo nel celebre “Inno alla Carità”:

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta

(1Cor 13, 1-7).

«Charitas Christi urget me” (2Cor 5,14) (autografo di Padre Placido Cortese)

 

padre Placido di profilo

padre Placido nel chiostro

PADRE PLACIDO CORTESE

 

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Per informazioni, richiesta di immagini, biografie e preghiere relazioni di grazie ricevute, rivolgersi a:

Padre Vicepostulatore – Basilica del Santo
Frati Minori Conventuali

Piazza del Santo, 11 – 35123 Padova
Tel. 0498242811
E-mail: padreplacidocortese@gmail.com

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CANONIZZAZIONE
La Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Venerabile Servo di Dio Placido Cortese (al secolo: Nicolò) sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali