GIORNATA DELLA MEMORIA 2021

GIORNATA DELLA MEMORIA 2021

Una “Pietra d’inciampo” per Padre Placido Cortese

Il 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz (27 gennaio 1945), ritorna la “Giornata della Memoria”, istituita per ricordare le vittime della Shoah durante il secondo conflitto mondiale.

Tempio nazionale dell’Internato Ignoto

Padova, Tempio nazionale dell’Internato Ignoto, consacrato nel 1955, voluto da Don Giovanni Fortin, sopravvissuto al lager di Dachau]

A Padova la commemorazione delle vittime dell’olocausto si svolge presso il Tempio nazionale dell’Internato Ignoto, unico nel suo genere in Italia, innalzato nel quartiere di Terranegra per volontà di don Giovanni Fortin (1909-1985), sopravvissuto alla deportazione nel campo di concentramento di Dachau (aveva dato rifugio ad alcuni militari inglesi). Il Tempio custodisce, nell’atrio, le spoglie di un Internato Ignoto (Medaglia d’oro al valor militare, conferita alla memoria il 19 novembre 1997).

Di fronte al Tempio, il 5 ottobre 2008, venne inaugurato il Giardino dei Giusti di Padova, nel quale è ricordato anche “Padre Placido Cortese e il suo Gruppo”.

La commemorazione è preceduta da un evento singolare, il 21 gennaio, con la collocazione in città di quattro “Pietre d’inciampo”, che si aggiungono ad altre già allogate negli anni precedenti. Si tratta di tre Ebrei (Ester Giovanna Colombo e Guido Usigli, deportati e uccisi ad Auschwitz; Celina Trieste, deportata e uccisa a Trieste-Risiera di San Sabba) e del nostro Padre Placido Cortese, incarcerato, torturato e ucciso nella sede della Gestapo a Trieste.



LE PIETRE D'INCIAMPO, un’iniziativa dell’artista Gunter Demnig

Sito Stolpersteine

Il sito internet: stolpersteine.eu elenca le varie categorie di persone, vittime della barbarie nazista, deportate e uccise nei campi di concentramento.La foto riprende la forma delle pietre dedicate alle singole vittime

Come riporta il sito it.wikipedia.org, le Pietre d’inciampo – in tedesco Stolpersteine – sono un’iniziativa dell’artista Gunter Demnig per deporre, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa, attuata in diversi paesi d’Europa (26 in totale), consiste nell’incorporare nel selciato stradale delle città, davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla faccia superiore.

Il progetto ha avuto inizio a Colonia nel 1992 e ormai conta (2019) oltre settantunomila “pietre” già collocate. La memoria consiste in una piccola targa d’ottone della dimensione di un sampietrino (10x10cm), posta davanti alla porta della casa in cui abitò la vittima del nazismo o nel luogo in cui fu fatta prigioniera, sulla quale sono incisi il nome della persona, l’anno di nascita, la data con l’eventuale luogo di deportazione, e la data di morte, se conosciuta.

Gunter Demnig

Dal sito internet stolpersteine.eu la foto dell’artista Gunter Demnig, ideatore e autore delle Pietre d’inciampo collocate in molti Paesi europei

Queste informazioni intendono ridare individualità alla persona si voleva ridurre soltanto a numero. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per invitare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell’opera.

L’espressione “pietra d’inciampo” è mutuata dalla Bibbia (Isaia e Prima Lettera di Pietro) e ripresa dall’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani (9,33):

“Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e un sasso che fa cadere; ma chi crede in lui non sarà deluso”.

Le pietre d’inciampo vengono posate in memoria delle vittime del nazismo, indipendentemente da etnia e religione. La prima, ad esempio, fu collocata a Colonia in ricordo di mille tra Sinti e Rom deportati nel maggio del 1940. Le pietre, per la maggior parte, si trovano in Germania. Seguono, al secondo posto, i Paesi Bassi e, al terzo posto, Austria, Repubblica Ceca e Italia.


A Padova, le pietre d’inciampo collocate in città, compresa quella dedicata a Padre Cortese, sono documentate nel sito internet lepietredinciampoapadova.it in tre versioni: italiano, ebraico e inglese.

Il 21 gennaio 2021 viene inaugurata la Pietra d’inciampo dedicata a Padre Placido Cortese, collocata appena oltre il sagrato della Basilica del Santo, davanti all’ingresso dell’ex Museo Civico, dove l’8 ottobre 1944 il nostro martire, qui chiamato con l’inganno, venne fatto salire in una macchina che in quel punto stava ad attenderlo e che lo avrebbe portato a Trieste, nella sede della Gestapo per essere interrogato, brutalmente torturato e quindi ucciso. Nella pietra sono incise queste parole:


A PADOVA ABITAVA
P. PLACIDO CORTESE
NATO 1907
ARRESTATO 8.10.1944
INCARCERATO
TRIESTE SEDE GESTAPO
ASSASSINATO 15.11.1944

Il luogo scelto, oltre a rispettare la verità storica, perché da qui Padre Placido partì verso la sua passione e morte, è significativo perché da alcuni anni la piazzetta antistante l’ingresso dell’ex Museo Civico (bella opera di Camillo Boito, 1890) è dedicata a Padre Massimiliano M. Kolbe (1894-1941), il martire di Auschwitz, canonizzato da S. Giovanni Paolo II nel 1982. Lo ricorda una lapide qui collocata:

Piazzetta Kolbe Via Orto Botanico

Padova, Piazzetta Padre Massimiliano Kolbe, adiacente al sagrato della Basilica del Santo Sulla destra: Via Orto Botanico, percorsa dall’automobile con a bordo Padre Placido, l’8 ottobre 1944

Ora una pietra d’inciampo ricorda anche il nostro Padre Placido Cortese, che con San Massimiliano Kolbe ha condiviso il medesimo ideale di vita nella famiglia francescana conventuale, sacerdoti e martiri della carità. Molto opportunamente Padre Placido è stato definito il “Kolbe di Cherso” e possiamo anche aggiungere: “di Padova”.

Cortese - Kolbe

S. Massimiliano Kolbe (Auschwitz, + 1941) e Servo di Dio Placido Cortese (Trieste, + 1944), sacerdoti francescani, martiri della carità